L’eco di sandali sul polvere dei sentieri antichi risuona attraverso i secoli. Sono i passi di un uomo che, con la forza della sua fede e l’eloquenza della sua parola, ha trasformato il corso della storia. Parliamo di Paolo di Tarso, l’Apostolo dei Gentili, il cui instancabile lavoro missionario nelle terre dell’Asia Minore — l’attuale Turchia — ha gettato le Basi del cristianesimo in Occidente.

Oggi, seguire le sue orme è diventato, insieme al Cammino di Santiago, uno dei percorsi di pellegrinaggio più affascinanti e profondi che un viaggiatore spirituale possa intraprendere.

Per il pellegrino moderno, questo itinerario si presenta come un’avventura di scoperta. Non è solo un viaggio fisico attraverso paesaggi mozzafiato e rovine che raccontano storie millenarie, ma anche un’immersione nelle stesse origini della fede cristiana. È un’opportunità per connettersi con l’essenza del pellegrinaggio: il viaggio interiore, la riflessione e l’incontro con una storia che ha plasmato la nostra civiltà.

In Mundiplus, specializzati nell’accompagnare il pellegrino nel suo cammino, comprendiamo questa ricerca di senso e trascendenza. Per questo vogliamo offrirti informazioni complete su questo percorso così speciale.

 

Chi era San Paolo e perché è così rilevante?

Per comprendere l’importanza di questo itinerario, è essenziale conoscere il protagonista. Saulo di Tarso, cittadino romano di origine ebraica e fariseo devoto, fu inizialmente un feroce persecutore dei primi cristiani. Tuttavia, la sua vita cambiò radicalmente sulla via di Damasco, dove una visione di Gesù risorto lo trasformò nel più fervente dei suoi apostoli.

Da quel momento, con il nome di Paolo, dedicò la sua vita a una missione titanica: portare il messaggio del Vangelo oltre i confini del giudaismo, aprendolo ai “gentili”, cioè a tutti i popoli non ebraici dell’Impero Romano.

I suoi tre grandi viaggi missionari, documentati negli Atti degli Apostoli e nelle sue stesse epistole del Nuovo Testamento, lo portarono a percorrere migliaia di chilometri via mare e terra. Fu in Asia Minore che fondò alcune delle prime e più importanti comunità cristiane in città come Antiochia, Efeso, Iconio e Listra.

Il suo lascito non risiede solo nella geografia che ha percorso, ma anche nella teologia, che articolò concetti fondamentali del cristianesimo e le cui lettere continuano a essere fonte di ispirazione e studio. Peregrinare sulle sue orme significa, in definitiva, camminare sulle fondamenta della fede cristiana.

 

La Via di San Paolo in Turchia: un viaggio alle origini del cristianesimo

La Via di San Paolo non è un unico percorso segnato e unificato come il Cammino di Santiago, ma un concetto che racchiude gli itinerari dei suoi viaggi in Turchia.

Negli ultimi anni si è tuttavia diffuso il “St. Paul Trail”, un sentiero a lunga distanza di circa 400 chilometri che ripercorre una parte del suo primo viaggio missionario. Questo percorso, segnato con segnaletica rossa e bianca, si estende da Perge, sulla costa mediterranea, fino ad Antiochia di Pisidia (vicino all’attuale Yalvaç), nell’entroterra della penisola anatolica.

Il sentiero offre un’esperienza escursionistica spettacolare. Attraversa le maestose montagne del Tauro, valli rigogliose, canyon impressionanti e villaggi rurali dove l’ospitalità turca si manifesta al massimo livello.

Ma al di là della sfida fisica, il vero valore del percorso risiede nel suo potere evocativo. Ogni tappa ci avvicina ai luoghi dove Paolo predicò, subì persecuzioni e seminò i semi di una fede che avrebbe cambiato il mondo. È un’opportunità unica per leggere le sue epistole negli stessi scenari che le hanno ispirate, conferendo alle parole una nuova dimensione di significato.

Il percorso è costellato di tesori archeologici di prim’ordine. Città antiche come Perge, con le sue porte romane e il viale colonnato, o Aspendos, con il suo teatro straordinariamente conservato, ci riportano all’epoca dell’Impero Romano. Più avanti, il sentiero conduce ad Adada, un insediamento romano nascosto tra le montagne. Infine, alle rovine di Antiochia di Pisidia, dove l’apostolo pronunciò uno dei suoi primi e più importanti sermoni.

Camminare tra queste rovine significa sentire la storia sotto i piedi, immaginare il brusio delle strade e la novità rivoluzionaria del messaggio che risuonava tra quelle mura duemila anni fa.

 

Tappe dello St. Paul Trail

  • Prima tappa: Perge → Kurşunlu (13 km)
  • Seconda tappa: Kurşunlu → Akçapınar (29 km)
  • Terza tappa: Akçapınar → Pednelissos → Kozan (20 km)
  • Quarta tappa: Kozan → Pednelissos → Pinargözü (21 km)
  • Quinta tappa: Beşkonak (Ponte Romano) → Selge (18 km)
  • Sesta tappa: Selge → Çaltepe (21 km)
  • Settima tappa: Çaltepe → Değirmenözü (16 km)
  • Ottava tappa: Değirmenözü → Çukurça → Kesmeköy (21 km)
  • Nona tappa: Kesmeköy → Kasımlar (18 km)
  • Decima tappa: Tota Yaylası → Adada → Sağrak (23 km)
  • Undicesima tappa: Adada → Sipahiler → Serpilköy (28 km)
  • Dodicesima tappa: Serpilköy → Eğirdir (37 km)
  • Tredicesima tappa: Eğirdir → Bağören (26 km)
  • Quattordicesima tappa: Bağören → Barla (19 km)
  • Quindicesima tappa: Barla → Dikmen Çiftliği (22 km)
  • Sedicesima tappa: Kemer → Aşağıtırtar (21 km)
  • Diciassettesima tappa: Aşağıtırtar → Sücüllü (31 km)
  • Diciottesima tappa: Sücüllü → Antiochia di Pisidia (11 km)

 

La Via di San Paolo rispetto al Cammino di Santiago: due pellegrinaggi, uno stesso spirito

Per il pellegrino familiare con i diversi itinerari giacobei, affrontare la Via di San Paolo rappresenta un’esperienza differente ma complementare.

Entrambi i pellegrinaggi condividono un profondo nucleo spirituale, ma le loro caratteristiche e contesti presentano contrasti che arricchiscono l’esperienza del camminatore. Se il Cammino di Santiago è un arazzo tessuto con secoli di tradizione cristiana europea, la Via di San Paolo è un viaggio alla stessa fonte, all’era apostolica dove tutto ebbe inizio.

Una delle principali differenze riguarda l’infrastruttura. Mentre il Cammino di Santiago dispone di una fitta rete di alloggi, segnaletica costante e servizi adatti al pellegrino, la Via di San Paolo è un’esperienza più selvaggia e solitaria. Richiede una maggiore pianificazione per quanto riguarda l’alloggio — che combina piccole pensioni nei villaggi, case per ospiti e campeggio — e una navigazione più attenta, con l’uso del GPS altamente consigliato.

Anche il paesaggio offre un contrasto affascinante. Le verdi colline della Galizia o le pianure di Castiglia hanno il loro equivalente nelle scoscese vette delle montagne del Tauro e nella bellezza serena del lago Eğirdir.

Anche l’eredità culturale è diversa. Se in Spagna troviamo cattedrali gotiche e monasteri romanici, in Turchia il pellegrino si immerge in un mondo di rovine greco-romane, basiliche bizantine e moschee ottomane. La fusione di tutti questi elementi testimonia i molteplici strati di storia che costituiscono il paese.

Tuttavia, lo spirito che anima entrambi i percorsi è lo stesso. La crescita personale, la compagnia che nasce spontaneamente con altri viaggiatori, la riflessione stimolata dal camminare e la connessione con qualcosa che ci trascende sono elementi universali del pellegrinaggio.

Chi ha provato la soddisfazione di arrivare a Plaza del Obradoiro dopo aver completato il Cammino di Santiago da Gijón, o ha sentito la storia sotto i piedi percorrendo il Cammino di Santiago da Logroño, riconoscerà la stessa emozione contemplando le rovine di Efeso al tramonto. Allo stesso modo, la perseveranza necessaria per completare tappe impegnative, come quelle del Cammino di Santiago da Burgos, è la stessa richiesta per scalare le cime del Tauro, forgiando un carattere resiliente nel pellegrino.

 

Tappe e luoghi imprescindibili nel Cammino di San Paolo

Sebbene l’itinerario completo sia esteso, molti pellegrini scelgono di percorrere sezioni specifiche o visitare i luoghi più significativi. Di seguito, evidenziamo alcuni dei luoghi che nessun seguace dei passi dell’Apostolo dovrebbe perdere:

 

Tarso, la culla dell’Apostolo

Città natale di Saulo, l’attuale Tarsus è oggi una vivace città turca. Sebbene restino pochi reperti dell’epoca romana, è possibile visitare il “Pozzo di San Paolo”, un antico pozzo di una casa che la tradizione associa al luogo della sua nascita. È il punto di partenza emotivo di qualsiasi pellegrinaggio paolino.

 

Perge e Aspendos, le porte della Panfilia

Perge è il punto di partenza ufficiale del St. Paul Trail. Le sue rovine, che includono un viale colonnato, uno stadio e delle terme, offrono un’introduzione magnifica alla grandiosità delle città romane della regione. Poco distante, il teatro di Aspendos, con un’acustica e uno stato di conservazione quasi perfetti, ci permette di immaginare migliaia di cittadini assistendo agli spettacoli duemila anni fa.

 

Antiochia di Pisidia, il discorso che cambiò tutto

Situata vicino all’odierna Yalvaç, questa antica città è uno dei luoghi più importanti nella storia del cristianesimo primitivo. Fu qui, nella sinagoga locale, che Paolo pronunciò il suo primo grande discorso (Atti 13, 14-41), aprendo per la prima volta in modo esplicito la porta della fede ai non ebrei. Le rovine della basilica costruita in suo onore e l’acquedotto romano sono impressionanti.

 

Iconio, Listra e Derbe: il cuore della Licia

Queste tre città, oggi nella moderna provincia di Konya, furono visitate da Paolo e Barnaba nel loro primo viaggio. A Iconio (Konya), predicarono con grande successo, ma incontrarono anche una forte opposizione. A Listra, sanò un zoppo, portando la folla a confonderli con gli dèi Giove e Mercurio. Questi episodi, pieni di drammaticità, prendono vita visitando i siti archeologici.

 

Efeso, la metropoli dell’Asia Minore:

Sebbene non faccia strettamente parte del St. Paul Trail, Efeso è una visita assolutamente imprescindibile. Paolo visse e predicò qui per quasi tre anni nel suo terzo viaggio missionario. Passeggiare lungo la sua strada in marmo, ammirare l’imponente facciata della Biblioteca di Celso o sedersi sulle gradinate del suo enorme teatro — dove l’orafo Demetrio istigò una rivolta contro l’apostolo — è una delle esperienze più memorabili della Turchia.

Nei pressi, la Casa della Vergine Maria, luogo di pellegrinaggio sia per cristiani sia per musulmani, aggiunge una profonda risonanza spirituale alla visita.

 

Le Sette Chiese dell’Apocalisse: un eco paolino nella fine dei tempi

Un pellegrinaggio in Asia Minore seguendo i passi di San Paolo trova un complemento perfetto e quasi obbligato nel percorso attraverso le Sette Chiese dell’Apocalisse.

Queste sette comunità cristiane furono destinatari del libro dell’Apocalisse, scritto dall’apostolo Giovanni durante il suo esilio sulla vicina isola di Patmo. Non è un caso che queste chiese si trovassero in questa regione; la loro esistenza e vitalità furono in gran parte il risultato diretto dell’opera evangelizzatrice precedente.

Ciascuna di queste comunità ricevette una lettera specifica da Giovanni, con lodi, avvertimenti e promesse. Visitare oggi i loro siti aggiunge una profondità escatologica e pastorale al viaggio paolino:

 

  • Efeso: la chiesa principale, lodata per la sua perseveranza ma ammonita per aver perso il suo “primo amore”.
  • Smyrna (Izmir): una comunità perseguitata, incoraggiata a rimanere fedele fino alla morte per ricevere la corona della vita.
  • Pergamo (Bergama): lodata per la sua fede, ma criticata per tollerare false dottrine al suo interno.
  • Tiatira (Akhisar): riconosciuta per le sue buone opere, ma rimproverata per la tolleranza verso la profetessa “Giacobbe”.
  • Sardi (Sart): una chiesa che era famosa per essere viva, ma che in realtà era morta, esortata a risvegliarsi.
  • Filadelfia (Alaşehir): lodata per la sua fedeltà nonostante la poca forza, con la promessa di una porta aperta che nessuno potrà chiudere.
  • Laodicea (vicino a Denizli): la famosa chiesa “tiepidina”, né fredda né calda, rimproverata per l’autosufficienza materiale e la cecità spirituale.

 

Percorrere questi luoghi significa essere testimoni della storia completa della Chiesa primitiva in Asia Minore, dal seme piantato da Paolo fino alle sfide e ai trionfi delle generazioni successive, incorniciati nella visione profetica di San Giovanni. È un dialogo affascinante tra missione e perseveranza, tra l’inizio del cammino e la promessa del destino finale.

 

Consigli pratici per il pellegrino sul Cammino di San Paolo

Intraprendere il Cammino di San Paolo richiede una preparazione più accurata rispetto ad altri percorsi di pellegrinaggio più consolidati. Ecco alcuni consigli chiave per rendere la tua esperienza sicura e arricchente:

 

  • Miglior periodo per viaggiare:
    • La primavera (da aprile a giugno) e l’autunno (da settembre a ottobre) sono di gran lunga le stagioni migliori. Le temperature sono miti e piacevoli per camminare, e il paesaggio si mostra in tutto il suo splendore, sia coperto da fiori selvatici in primavera sia con i colori ocra dell’autunno.
    • L’estate può essere estremamente calda, specialmente nelle zone di bassa quota.
    • L’inverno porta neve e freddo sulle montagne, rendendo difficile il passaggio in molte sezioni.

 

  • Attrezzatura essenziale:
    • Calzature adeguate: stivali da trekking resistenti e già adattati al piede sono indispensabili. Il terreno è vario e spesso roccioso.
    • Navigazione: non fidarti solo della segnaletica. È fondamentale portare un dispositivo GPS con i tracciati del percorso, un’applicazione di mappe sul cellulare e, se possibile, una mappa e bussola come backup.
    • Abbigliamento a strati: il clima in montagna può cambiare rapidamente. Vestiti a strati per poter adattarti alle variazioni di temperatura.
    • Acqua e cibo: le fonti d’acqua e i luoghi per acquistare cibo sono scarsi in molte tappe. Pianifica bene le tue necessità e porta sempre più acqua di quanta pensi di aver bisogno.
    • Alloggio: prenota in anticipo nelle piccole pensioni dei villaggi. Se prevedi di percorrere le sezioni più remote, avrai bisogno di una tenda leggera e di un sacco a pelo.

 

  • Sicurezza e cultura:
    • Cani pastore: nelle zone rurali è comune incontrare cani pastore che proteggono il bestiame. Solitamente sono grandi e intimidatori. La raccomandazione è di non avvicinarsi al bestiame, muoversi con calma e non fare movimenti bruschi. Se un cane si avvicina abbaiando, mantieni la calma e allontanati lentamente senza voltargli le spalle.
    • Ospitalità: il popolo turco è noto per la sua ospitalità. È probabile che ti invitino a bere un tè (çay) nei villaggi. Accetta con un sorriso; è un’opportunità meravigliosa per interagire con la cultura locale.
    • Rispetto: la Turchia è un paese a maggioranza musulmana. Vestiti con modestia, soprattutto se visiti moschee. Imparare alcune parole di base in turco, come “merhaba” (ciao) e “teşekkür ederim” (grazie), sarà molto apprezzato.

 

Un viaggio che trasforma

Il Cammino di San Paolo è molto più di un semplice trekking di lunga distanza. È un pellegrinaggio nel senso più profondo della parola: un viaggio che ci porta fuori dalla nostra zona di comfort e ci immerge in un paesaggio fisico e storico di straordinaria ricchezza. È camminare su strade romane che sentirono i passi dell’Apostolo, è contemplare le stelle nel silenzio delle montagne del Tauro ed è sentire la connessione con duemila anni di storia della fede.

Questo itinerario offre un contrappunto perfetto rispetto ad altri grandi percorsi di pellegrinaggio. È un invito all’avventura, all’introspezione e alla scoperta delle fondamenta su cui fu costruito il cristianesimo. È, in definitiva, un’opportunità per seguire le orme di un gigante della storia e, nel processo, ritrovare noi stessi. Un viaggio che, senza dubbio, lascerà un’impronta indelebile nell’anima di chiunque osi intraprenderlo.