Ci sono sapori che rimangono per sempre legati a un percorso. Sul Camino del Norte e sul Camino Primitivo, quel sapore di solito arriva con bollicine naturali, aroma di mela e un gesto che sembra semplice fino a quando non ci provi: il versamento. Parlo, naturalmente, di sidro in Asturias, dove non è “solo una bevanda”, ma un modo di comprendere la tavola, la conversazione e l’ospitalità.

Se stai preparando tappe lungo il Cantabrico e l’interno dell’Asturias, riserva uno spazio (e un po’ di buon senso) per questa cultura. Perché nel 2024 l’UNESCO ha riconosciuto la cultura del sidro asturiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, valorizzando non solo il prodotto, ma anche i suoi spazi, rituali e tradizioni sociali.

In questa guida alla gastronomia del Cammino di Santiago troverai come il sidro si collega al Cammino, quali tradizioni puoi vivere come pellegrino e quali sono i periodi migliori per gustarlo. Spiegheremo anche come entrare in una sidreria senza sentirsi “fuori luogo”.

 

Sidro e Cammino: perché si combinano così bene

Il Cammino ha qualcosa di rituale: timbrare la credenziale, sistemare lo zaino, condividere il tavolo, chiedere informazioni sul prossimo ostello… Anche il sidro lo ha. In Asturias, berlo implica di solito tempo, conversazione e comunità. È comune che il pellegrino incontri questa bevanda in momenti ben precisi della giornata: alla fine della tappa, durante un pasto, in una cena condivisa o in una festa locale.

Inoltre, sia il Norte che il Primitivo attraversano territori dove il sidro fa parte dell’identità locale, soprattutto in Asturias. L’UNESCO descrive questa cultura come un insieme di spazi e processi per produrre, servire e gustare il sidro naturale, collegati a varietà autoctone di mele e alla relazione delle comunità con l’ambiente circostante.

In poche parole: su questi percorsi non è un “extra turistico”. È uno di quegli elementi che, se lo comprendi e lo vivi con rispetto, ti spiega meglio il luogo in cui stai camminando.

 

Cos’è esattamente il sidro asturiano (e cosa lo rende speciale)

Per non confondere i concetti: in Asturias, quando si parla della bevanda quotidiana, il riferimento più comune è il sidro naturale. Secondo il disciplinare della DOP Sidra de Asturias, è la bevanda ottenuta dalla fermentazione delle mele fresche o del loro mosto. Viene prodotto seguendo pratiche tradizionali, senza aggiunta di zuccheri e con anidride carbonica di origine endogena (naturale).

La DOP tutela, in generale, due grandi prodotti: sidro naturale e naturale frizzante. Il frizzante si ottiene mediante una seconda fermentazione e mantiene anch’esso un gas di origine endogena.

Un dettaglio importante per il pellegrino: in Asturias convivono diverse forme di consumo, e non tutte prevedono il versamento. Oltre alla varietà naturale tradizionale (quella che si versa), nelle sidrerie puoi trovare sidri filtrati (da tavola o “nuova espressione”) e naturale frizzante, che rispettano questa ultima premessa.

 

Rituali e tradizioni che vedrai (e vivrai) lungo il percorso

Il versamento: il gesto che “risveglia” il sidro

Versare consiste nel rovesciare il sidro da un’altezza specifica in modo che il getto impatti nel bicchiere, aerando la bevanda, esaltando gli aromi e attivando la sensazione della CO₂ naturale. È un rituale così tipico che, anche se non versi tu, è normale vederlo intorno a te appena ti siedi in una sidreria.

 

Il “culín” (o “culete”): porzioni piccole da bere subito

Un’altra parola chiave è il culín, che, in poche parole, è il contenuto del bicchiere dopo il versamento. Inoltre, va considerato che il bicchiere è speciale per questa bevanda. L’idea pratica è semplice: si serve poca quantità per poterla bere subito, prima che perda la “frizzantezza”.

 

Espichas: sidro, frantoio e cibo in atmosfera festiva

La espicha è una tradizione sociale molto asturiana. Solitamente si celebra in un llagar/lagar (luogo di produzione), dove il sidro viene “versato” direttamente dal botte nel bicchiere, e accompagnato da cibo e musica. È, letteralmente, un modo di festeggiare attorno a questa bevanda singolare.

 

Paesaggio del sidro: meleto e frantoi

La cultura del sidro è anche paesaggio: meleto (piantagioni di melo), frantoi, paesi con tradizione, musei e feste. La maggiore concentrazione di frantoi e meleto si trova nella cosiddetta Comarca del Sidro, con comuni come Villaviciosa e Nava come principali riferimenti.

 

Dove vivere il sidro sul Camino del Norte

Il Camino del Norte attraversa l’Asturias e, lungo questo tratto, ci sono punti dove questa bevanda appare con naturalezza: per tradizione locale, densità di sidrerie o celebrazioni. Se stai progettando il tuo itinerario, puoi basarti sull’idea che il Camino del Norte include tappe in località come Villaviciosa, Gijón o Avilés durante il passaggio in Asturias.

Se il tuo percorso prevede la città e vuoi un riferimento concreto di tappe, ecco la guida di Mundiplus per questo tratto del Camino del Norte da Gijón fino a Ribadeo.

 

Villaviciosa e la Comarca del Sidro: capire l’origine

Se cerchi il “perché” del sidro (oltre a berlo), questa comarca è il contesto naturale: un territorio con comuni come Bimenes, Cabranes, Colunga, Nava, Sariegu e Villaviciosa, con un denominatore comune chiaro: produzione autentica e di qualità. Villaviciosa si distingue per la concentrazione di meleti e frantoi, e per ospitare marchi emblematici.

 

Gijón: sidro urbano, atmosfera e festa

A Gijón il sidro si vive in chiave popolare, con un ruolo importante della sidreria come spazio sociale. E se il calendario lo permette, la città celebra una grande festa estiva: la Fiesta del Sidro Naturale di Gijón a fine agosto (con attività come concorsi di versatori e tentativi di versamento simultaneo).

 

Oviedo (anche se è “Primitivo”): una deviazione logica se colleghi percorsi o fai logistica

Oviedo è un’altra città dove il sidro è molto presente, e inoltre esiste un collegamento esplicito con la partenza storica del Primitivo dalla cattedrale.

 

Dove vivere il sidro sul Camino Primitivo

Il Primitivo è un percorso con carattere, e in Asturias ha un filo chiaro: inizia a Oviedo e attraversa comuni che combinano ruralità, montagna e tradizione. Il percorso di partenza del “Cammino” a Oviedo si spiega dalla piazza di Alfonso II il Casto, ai piedi della cattedrale, indicando la direzione di uscita dei pellegrini sul Camino Primitivo.

 

Oviedo: iniziare con un “culín” (o imparare a osservarlo)

Iniziare il Camino Primitivo è, per molti, un mix di emozione e nervosismo. Se vuoi un primo approccio, il più sensato è farlo con calma: sedersi, osservare come si versa, ordinare qualcosa da mangiare e comprendere il ritmo. Ricorda: il “culín” si beve subito, e non è un “bicchiere lungo”.

 

Interno dell’Asturias: il sidro come parte della vita quotidiana

Nell’interno, questa bevanda appare spesso senza cartelli luminosi: fa parte dei menù, delle celebrazioni e degli incontri. Qui si adatta perfettamente l’idea che la cultura del sidro sia un tessuto di spazi e pratiche sociali (non solo ristorazione), come descritto dall’UNESCO.

 

Quando è meglio: calendario del sidro per pellegrini

Il “periodo migliore” dipende da cosa cerchi. E qui è importante non inventare: per fortuna ci sono riferimenti molto chiari su stagioni e feste.

 

Estate: festival e atmosfera di strada

 

  • Festival del Sidro di Nava: a metà luglio. È uno degli appuntamenti più conosciuti, con concorsi di preparazione e di versatori e attività correlate. Turismo Asturias lo segnala come festa di interesse e il Comune di Nava pubblica il programma per ogni edizione.

 

  • Fiesta del Sidro Naturale di Gijón: di solito si celebra a fine estate (ultima settimana di agosto) con mercatini, concorsi e attività legate al versamento.

 

Vantaggio per il pellegrino: se fai il Camino del Norte in estate, è più facile coincidere con eventi e con un’offerta di sidro molto visibile.

 

Autunno: mele, raccolta e “mayar”

Se vuoi capire il processo, l’autunno è speciale. Durante la seronda (autunno), nei mesi di ottobre e novembre si raccolgono (“paña”) le mele che saranno la materia prima per la preparazione dell’anno successivo.

Inoltre, ci sono iniziative organizzate attorno a questo momento: “Mayando con Sidraturismo Asturias” si celebra da metà ottobre a fine novembre, coincidente con il processo e la raccolta delle mele, secondo comunicazioni e calendario.

Inverno e inizio primavera (se parti dal Norte da Irún): il richiamo basco del “txotx”

Se il tuo Camino del Norte inizia nei Paesi Baschi, c’è un’altra tradizione del sidro molto conosciuta: la stagione del txotx nelle sidrerie basche va da gennaio ad aprile. È una parentesi interessante prima di arrivare in Asturias: un’altra cultura del sidro, un altro rituale (degustazione dalla botte), un altro modo di socializzare attorno al prodotto.

 

Come entrare in una sidreria senza “fare brutte figure”

Naturalmente, nessuno si aspetta che il pellegrino sia esperto, ma è apprezzato osservare e rispettare il codice locale.

 

Consigli pratici (molto semplici)

 

  • Osserva prima: guarda come versa il cameriere o chi versa al tavolo.

 

  • Non riempire mai il bicchiere: il “culín” è poca quantità e si beve subito.

 

  • Se ti offrono di versare, provaci con spirito leggero: è normale rovesciare un po’ all’inizio. Lo scopo del versamento è aerare e “risvegliare” il sidro.

 

  • Chiedi senza timore: se ci sono varietà da tavola/nuova espressione o frizzante, ricorda che queste non si versano.

 

Espicha: se ne hai l’occasione, è un’esperienza molto “locale”

Se coincidi con una espicha (per calendario locale o attività organizzata), capirai subito perché il sidro è associato alla comunità: si beve “dalla botte”, di solito c’è cibo condiviso e atmosfera festiva.

 

Sidrerie su altri percorsi del Cammino

Anche se il cuore del sidro del Cammino — per densità culturale e rituale — è molto legato all’Asturias (Norte/Primitivo), è normale trovare sidro anche in altri percorsi, soprattutto nel nord della penisola dove viene prodotto o consumato frequentemente. Se confronti esperienze gastronomiche oltre il Cantabrico, su Mundiplus trovi due guide del Camino Francés dove puoi approfondire il contesto generale:

 

 

 

Consigli da pellegrino: gustarlo senza conseguenze

Il sidro fa parte dell’esperienza, ma il Cammino richiede anche cura del corpo e sicurezza. Ecco alcune raccomandazioni di buon senso (senza moralismo):

 

  • Meglio alla fine della tappa: quando non camminerai più, soprattutto se il terreno è stato impegnativo.

 

  • Idratati e mangia: di solito è accompagnato da cibo, il che aiuta a gustarlo meglio.

 

  • Se sei a corto di riposo, dai priorità al sonno: il Camino del Norte e il Primitivo non perdonano se accumuli stanchezza.

 

  • Rispetta il contesto locale: non è una sfida né uno “show”, è una tradizione viva.

 

Altri dettagli da conoscere

Devo versare per “vivere” il sidro?

No. Puoi gustarlo osservando il rituale (e imparando) o ordinando le varianti che non si versano. In molte sidrerie ti serviranno il sidro già versato senza che tu debba farlo. Inoltre, ti ricordiamo che ci sono sidri da tavola/nuova espressione e frizzanti che non si versano.

 

Cosa significa che ha gas “endogeno”?

Nel quadro della DOP, significa che l’anidride carbonica è di origine naturale, propria del processo, non aggiunta come in una bevanda gassata. È una delle caratteristiche indicate nel disciplinare della “Sidra de Asturias”.