
Intraprendere il Cammino di Santiago è un’esperienza trasformativa, un viaggio che mette alla prova sia la resistenza mentale sia quella fisica. Ogni passo lungo i suoi antichi percorsi è un’opportunità per l’introspezione e la scoperta. Tuttavia, affinché il pellegrinaggio sia un’esperienza memorabile per le ragioni giuste, e non per disagio o problemi di salute, una preparazione meticolosa è fondamentale.
All’interno di questa preparazione, la scelta del materiale per il Cammino di Santiago gioca un ruolo fondamentale, e forse la decisione più critica e spesso sottovalutata è la selezione dell’abbigliamento. La domanda eterna per il pellegrino, sia novizio che esperto, è: abbigliamento tecnico o in cotone?.
Il cotone è stato un pilastro nei nostri armadi per la sua comodità quotidiana. Tuttavia, le sue proprietà diventano un serio svantaggio quando ci si confronta con le esigenze di una camminata di lunga distanza.
Attraverso questa guida, cerchiamo di sfatare questo dilemma. Forniremo argomenti chiari e basati sull’esperienza su perché l’abbigliamento tecnico è l’alleato indispensabile del pellegrino e su come il cotone possa diventare il suo peggior nemico. Analizzeremo le proprietà dei materiali, il sistema a strati e come adattare il tuo equipaggiamento alle particolarità climatiche dei diversi percorsi jacobei.
Índice de contenidos
- 1 Il problema del cotone: il nemico nascosto del pellegrino
- 2 La soluzione: l’abbigliamento tecnico in soccorso
- 3
- 4 L’abbigliamento adatto a ogni Cammino: adattarsi al percorso e al clima
- 5 Consigli pratici per scegliere il tuo abbigliamento tecnico
- 6 Conclusione: un investimento in comfort, sicurezza e piacere
Il problema del cotone: il nemico nascosto del pellegrino

La frase “il cotone uccide” (cotton kills) è un mantra noto nella comunità di alpinismo e trekking, e sebbene possa suonare drammatica, racchiude una verità sulla sicurezza e il comfort nelle attività all’aperto.
Il cotone è una fibra naturale idrofila, il che significa che ama l’acqua. Questa caratteristica, che lo rende così morbido e piacevole in condizioni asciutte, si trasforma nella sua più grande debolezza durante l’esercizio fisico prolungato. Quando un pellegrino cammina, il suo corpo produce sudore per regolare la temperatura. Una maglietta di cotone assorbirà questa umidità come una spugna.
Il problema è che, a differenza dei tessuti tecnici, questa materia prima non ha la capacità di trasportare l’umidità verso l’esterno affinché evapori. Al contrario, la trattiene, rimanendo bagnata per ore. Un capo in cotone bagnato può impiegare tra le 6 e le 12 ore per asciugarsi completamente, un tempo assolutamente impraticabile sul Cammino. Ricorda che normalmente si lava l’abbigliamento a fine giornata per averlo pronto la mattina seguente.
Le conseguenze di indossare cotone sono molteplici e vanno dal semplice disagio a seri rischi per la salute:
- Perdita di isolamento e rischio di ipotermia: l’acqua è un eccellente conduttore di calore. Un capo di cotone bagnato a contatto con il corpo disperde il calore corporeo fino a 25 volte più velocemente di un capo asciutto. Quando il pellegrino si ferma a riposare o la temperatura ambientale scende, questo rapido raffreddamento può provocare un pericoloso abbassamento della temperatura corporea, anche in giornate che non sembrano particolarmente fredde.
- Questo fenomeno è particolarmente pericoloso in zone di montagna o su percorsi con alta umidità ambientale.
- Aumento di peso: il cotone bagnato è pesante. Una maglietta può arrivare a triplicare il suo peso quando è saturata di umidità, aggiungendo un carico inutile allo zaino già pesante del pellegrino, aumentando fatica e sforzo a ogni passo. Su una tappa di 25 km, questo peso extra può fare una notevole differenza nel livello di stanchezza accumulata.
- Sfregamenti, irritazioni e vesciche: la pelle umida è molto più suscettibile agli sfregamenti. Le cuciture di una maglietta di cotone bagnata, combinate con lo sfregamento costante dello zaino, sono una ricetta sicura per irritazioni e dolorosi sfregamenti. Allo stesso modo, calzini di cotone impregnati di sudore sono la principale causa di vesciche ai piedi, il problema più comune e debilitante tra i pellegrini.
- Le vesciche possono trasformare una tappa piacevole in un vero calvario e, nei casi gravi, costringere ad abbandonare il pellegrinaggio.
In sintesi, il comfort iniziale del cotone è un’illusione che svanisce al primo segno di sforzo o pioggia, lasciando il pellegrino esposto al freddo, al disagio e alle lesioni cutanee.
La soluzione: l’abbigliamento tecnico in soccorso

Di fronte alle carenze del cotone, l’abbigliamento tecnico si erge come la soluzione definitiva per il pellegrino moderno. Progettato specificamente per attività sportive e ad alta richiesta fisica, questo abbigliamento utilizza fibre sintetiche (come poliestere, poliammide o polipropilene) e naturali avanzate (come la lana merino) per offrire prestazioni superiori.
La chiave del suo successo risiede nella sua capacità idrofoba: invece di assorbire l’umidità, la respinge e la gestisce attivamente, trasportandola dalla pelle verso l’esterno del capo dove può evaporare.
Il principio fondamentale che ne regola l’uso è il sistema a strati. Questo metodo, originariamente sviluppato per attività in montagna, permette al pellegrino di adattarsi in modo flessibile ed efficiente alle mutevoli condizioni meteorologiche e all’intensità del proprio sforzo. Il sistema consiste in tre strati principali:
- Primo strato (strato base): è quello a contatto diretto con la pelle. La sua funzione primaria non è quella di riscaldare. In realtà, gestisce il sudore, trasportandolo dalla pelle agli strati esterni per mantenere il corpo asciutto e a temperatura stabile.
- Qui la scelta tra tessuto sintetico e lana merino assume grande importanza. Questo strato deve aderire al corpo senza stringere, permettendo libertà di movimento e facilitando l’evacuazione dell’umidità.
- Secondo strato (strato isolante): ha lo scopo di fornire calore intrappolando l’aria calda generata dal corpo. Pile in poliestere, gilet e giacche in fibra sintetica o piuma naturale sono le opzioni più comuni. Questo strato viene utilizzato solo quando le temperature sono basse o durante soste prolungate. Lo spessore può variare in base alle condizioni climatiche previste.
- Terzo strato (strato di protezione): è la barriera contro gli elementi esterni: vento e pioggia. Deve essere impermeabile per evitare che l’acqua penetri, ma anche traspirante per permettere al vapore acqueo (sudore evaporato) degli strati interni di uscire all’esterno.
- Le giacche con membrane tipo Gore-Tex, eVent o simili sono lo standard d’oro in questa categoria. Un buon impermeabile o poncho è indispensabile in ogni zaino da pellegrino.
La genialità di questo sistema è la sua modularità. In una giornata soleggiata e calda, il pellegrino può camminare solo con il primo strato. Se il vento si alza o la temperatura scende, può aggiungere il secondo o il terzo strato secondo necessità. Questa versatilità garantisce comfort in un ampio range di condizioni, minimizzando peso e volume nello zaino.
Approfondimento sui tessuti tecnici: sintetici vs lana merino
La scelta del materiale per il primo strato merita un’analisi dettagliata. Le due grandi famiglie di tessuti tecnici sono i sintetici e la lana merino, ognuna con i propri vantaggi e considerazioni.
- Fibre sintetiche (poliestere, poliammide): sono l’opzione più diffusa per la loro eccellente capacità di allontanare il sudore e la rapidità di asciugatura, che può essere di appena una o due ore. Sono tessuti molto resistenti, durevoli all’abrasione e, in generale, più economici delle alternative naturali.
- Il loro principale svantaggio è stato la tendenza a trattenere gli odori, poiché i batteri che li causano proliferano sulla superficie. Tuttavia, i trattamenti antibatterici moderni (con ioni d’argento, ad esempio) hanno migliorato enormemente questo aspetto. Sono ideali per attività ad alta intensità dove la sudorazione è abbondante.
- Lana merino: considerata da molti il materiale premium per gli strati base, la lana di pecora merino è una fibra naturale con proprietà straordinarie.
- È eccezionalmente morbida al tatto (molto diversa dalla lana tradizionale che può pizzicare).
- Regola incredibilmente la temperatura (tiene caldo al freddo e fresco al caldo).
- La sua struttura molecolare ha la capacità di assorbire fino al 30% del suo peso in umidità senza sentirsi bagnata, mantenendo le proprietà isolanti anche quando è umida.
- Il suo maggiore vantaggio è la resistenza naturale agli odori; può essere indossata per diversi giorni consecutivi senza emanare cattivi odori, rendendola perfetta per traversate di più giorni.
- Gli svantaggi sono un’asciugatura leggermente più lenta rispetto ai tessuti sintetici, una minore durata (soprattutto nei grammaggi leggeri) e un prezzo più elevato.
La scelta tra uno e l’altro dipende spesso dalle preferenze personali, dal budget e dalle condizioni previste. Una buona strategia è combinare entrambi: magliette sintetiche per le tappe più calde e una in lana merino per i giorni più freddi, umidi o per dormire negli ostelli.
Tabella comparativa: abbigliamento tecnico vs. cotone
Per visualizzare chiaramente le differenze fondamentali tra i due tipi di tessuto, la seguente tabella riassume le caratteristiche chiave nel contesto del Cammino di Santiago.

L’abbigliamento adatto a ogni Cammino: adattarsi al percorso e al clima

La Spagna è un paese di enorme diversità climatica, e i Cammini di Santiago che la attraversano ne sono un fedele riflesso. Non è lo stesso affrontare l’umidità costante della costa cantabrica rispetto ai rigori termici della Meseta castigliana. Per questo motivo, sebbene la base dell’equipaggiamento (abbigliamento tecnico e sistema a strati) sia universale, è intelligente e consigliabile adattarlo al percorso e al periodo dell’anno scelto.
Cammino Francese
Senza dubbio il percorso più trafficato e popolare, è un perfetto esempio di questa varietà climatica. Attraversa paesaggi e climi molto diversi lungo i suoi circa 800 chilometri: dai Pirenei, con la loro meteorologia di alta montagna imprevedibile e possibilità di neve anche in primavera, fino alle vaste pianure della Meseta.
- Chi inizia il Cammino Francese da Logroño entra in un territorio che, soprattutto in estate, si caratterizza per un clima continentale estremo: mattine fresche che lasciano spazio a un caldo secco e cocente a mezzogiorno, con poche ombre dove ripararsi.
- Più avanti, il tratto del Cammino Francese da Burgos consolida questa esperienza, richiedendo al pellegrino di iniziare a camminare all’alba per evitare le ore di massima insolazione.
In queste tappe, l’abbigliamento tecnico ultraleggero, di colori chiari e preferibilmente con protezione solare UPF è assolutamente indispensabile. Portare sufficiente acqua e proteggere la testa con un cappello o berretto è altrettanto vitale.
Cammino del Nord
Il Cammino del Nord offre paesaggi costieri spettacolari, ma con un clima umido e variabile.
In netto contrasto, percorre parallelo alla costa cantabrica, offrendo paesaggi verdi, scogliere impressionanti e viste spettacolari sul mare. Tuttavia, il suo clima è oceanico: mite tutto l’anno, ma molto umido e variabile. Qui, la pioggia può fare la sua comparsa in qualsiasi momento, anche in piena estate.
- Un pellegrino che percorre il Cammino del Nord da Gijón deve dare priorità a un’eccellente terza pelle (giacca e pantaloni impermeabili e altamente traspiranti) e a vestiti che si asciughino estremamente velocemente, poiché l’elevata umidità ambientale rende difficile l’evaporazione. La lana merino, grazie alla sua capacità di mantenere caldo anche quando è bagnata e alla resistenza agli odori, è una grande alleata in questo percorso dove l’asciugatura dei vestiti può essere una sfida.
Altri cammini
Altri percorsi presentano le proprie sfide climatiche.
- Il Cammino Primitivo è noto per la sua durezza fisica e la sua bellezza selvaggia. Attraversa le montagne delle Asturie e di Lugo, con un clima simile a quello del Nord ma con maggiore altitudine e, quindi, temperature più basse e nebbie frequenti.
- Il Cammino Portoghese, sia nella versione centrale che costiera, gode di un clima atlantico più mite, ma ugualmente umido, soprattutto entrando in Galizia.
- Il Cammino Inglese, breve ma intenso, condivide le caratteristiche climatiche della Galizia.
In tutti questi percorsi, la versatilità del sistema a strati e la qualità dell’abbigliamento tecnico fanno la differenza tra un’esperienza piacevole e una lotta costante contro gli elementi.
Consigli pratici per scegliere il tuo abbigliamento tecnico

Al momento di preparare il tuo equipaggiamento, considera i seguenti consigli:
- Quantità giusta: la regola d’oro è portare il minimo indispensabile. Generalmente due o tre magliette tecniche, due pantaloni (uno lungo e uno corto o smontabile), tre cambi di biancheria intima e tre o quattro paia di calzini tecnici sono sufficienti. Lavare ogni giorno fa parte della routine del pellegrino.
- Dai priorità all’asciugatura rapida: soprattutto per calzini e biancheria intima. Questi capi devono essere asciutti per la mattina successiva.
- Investi in buoni calzini: insieme alle calzature, sono il pezzo più critico dell’equipaggiamento. Cerca calzini specifici per escursionismo, senza cuciture o con cuciture piatte, che allontanino l’umidità e offrano ammortizzazione nelle zone di impatto.
- Non dimenticare la protezione solare: cappello, occhiali da sole e crema solare sono essenziali, soprattutto nella Meseta.
- Prova il tuo equipaggiamento prima di partire: fai diverse camminate di allenamento con i vestiti e le calzature che porterai sul Cammino per assicurarti che tutto funzioni correttamente e non causi sfregamenti.
Conclusione: un investimento in comfort, sicurezza e piacere
La scelta tra abbigliamento tecnico e cotone per il Cammino di Santiago non è una questione di moda o status, ma una decisione fondamentale che influisce direttamente sul comfort, sulla salute e sul piacere della peregrinazione. Come abbiamo analizzato, il cotone, nonostante il suo apparente comfort iniziale, diventa un peso pericoloso in un’attività di lunga distanza, trattenendo l’umidità, provocando raffreddamento corporeo e facilitando l’insorgere di sfregamenti e vesciche.
L’abbigliamento tecnico, invece, è progettato per rendere al meglio nelle condizioni più esigenti. Sia attraverso fibre sintetiche che evacuano il sudore rapidamente sia con l’intelligente termoregolazione della lana merino, il suo scopo è mantenere il pellegrino asciutto, comodo e protetto dagli elementi.
Investire in un buon set di abbigliamento tecnico basato sul sistema a tre strati non è una spesa superflua. È un eccellente investimento per garantire che i soli ricordi del Cammino siano i paesaggi indimenticabili, le amicizie nate lungo il percorso e la profonda sensazione di superamento personale, e non il freddo, l’umidità e il dolore.
Quindi, preparando il tuo zaino per questa avventura unica, lascia il cotone a casa. Il tuo corpo e il tuo spirito di pellegrino te ne saranno grati a ogni passo del Cammino. Buon Cammino!.





